NUA ora tiene conto del ciclo quando ti alleni, senza calcolarne le fasi
Gerard
Cofondatore
Allenarsi con il ciclo è una di quelle cose di cui si parla poco e che pesa molto sulle decisioni: cambia come arrivi a una sessione, cambia da un mese all'altro e cambia da persona a persona.
Se a due donne arriva il ciclo lo stesso giorno, NUA non dà per scontato che serva lo stesso adattamento del piano. La domanda non è in quale fase del ciclo sei. È come stai tu.
01Si adatta a come stai oggi, non a una fase calcolata
Molte applicazioni provano ad adattare l'allenamento alla fase del ciclo mestruale. Calcolano se sei in fase follicolare, ovulatoria o luteale e cambiano il piano in base a quella stima.
NUA non funziona così.
Il motivo è semplice: oggi non ci sono prove sufficienti per raccomandare di allenarsi in modo diverso a seconda della fase del ciclo. La revisione più ampia pubblicata finora — 78 studi e circa 1.200 donne — non ha trovato alcun effetto chiaro sulla prestazione, e i suoi stessi autori hanno evitato di formulare raccomandazioni per fase.
Nel 2026 è arrivato inoltre uno degli studi meglio disegnati su questa domanda. È stato fatto con allenamento di forza in palestra, dove ogni gamba si può allenare separatamente: ogni partecipante ha allenato una gamba concentrando il lavoro nella fase follicolare e l'altra nella fase luteale, per tre cicli consecutivi. Così si eliminavano le differenze tra persone — genetica, sonno, alimentazione, stress — e ogni donna faceva da gruppo di controllo di sé stessa.
Il risultato è stato chiaro: nessuna delle due strategie ha dato risultati migliori. Quello che ha spiegato i miglioramenti è stato il volume totale di allenamento, non la fase del ciclo.
C'è poi un problema pratico. Senza confermare l'ovulazione con test specifici, il giorno del ciclo permette solo di fare una stima: non dice con certezza in quale fase sei.
Per questo NUA non calcola fasi, non prevede l'ovulazione e non adatta l'allenamento seguendo un calendario. Tiene conto di come stai, quando sei tu a dirglielo.
Se vuoi capire tutte le prove, le sviluppiamo nel dettaglio nella nostra guida su allenarsi con il ciclo mestruale.
02Non devi rispiegarlo ogni mese
La parte più pesante di solito non è allenarsi con il ciclo. È dover rispiegare la stessa cosa ogni mese.
Se un giorno racconti a NUA che nei primi due giorni il dolore non ti fa quasi allenare, o che preferisci i rulli in casa piuttosto che uscire, non dovrai ripeterglielo il mese dopo.
E non si ferma al ricordarlo. Quando pianifica la tua settimana, lascia quell'alternativa già pronta nel caso servisse. Non perché abbia calcolato che "ti sta per arrivare il ciclo", ma perché tu le avevi già raccontato come preferisci allenarti quando succede.
Arrivato il momento, ti propone l'opzione che va bene per te. La decisione resta tua.
E se preferisci che smetta di tenerne conto, basta dirglielo.
03Che sia comune non vuol dire che tu debba sopportarlo
Avere dolore durante il ciclo è frequente, anche tra le donne che si allenano.
Il problema è che questa frequenza finisce per trasformarsi in un "è normale, sopporta". E non è la stessa cosa: che faccia male a molte donne non significa che tu debba conviverci e basta. Anzi, quella normalizzazione è uno dei motivi per cui certe patologie ci mettono anni a essere diagnosticate.
Se NUA vede qualcosa che vale la pena discutere con un medico, te lo dirà una volta e senza allarmismi.
E lì finisce il suo ruolo. NUA non prova a diagnosticare, non consiglia trattamenti e non si esprime sulla contraccezione: quella conversazione spetta a un ginecologo o una ginecologa, non a chi ti allena. E da lì in poi, se andarci o no, decidi tu.
NUA non tira fuori l'argomento
Per NUA, questa è la parte più importante.
NUA non apre mai questa conversazione. Non chiede del tuo ciclo durante l'onboarding, non manda promemoria e non prova a calcolarlo. Ne parla solo se decidi tu di farlo.
Se non lo nomini mai, NUA non lo nominerà mai.
E se un giorno vuoi che ne tenga conto per adattare il tuo allenamento, ti basta scriverglielo su WhatsApp, come faresti con qualsiasi altra circostanza che influisce su come ti alleni.
Continuiamo a costruire il tuo allenatore più personale
Questa funzionalità è solo un passo in più verso quell'obiettivo: costruire un allenatore capace di capire ogni persona per com'è. Un allenatore che non prende decisioni basandosi su profili generali, ma sull'evidenza scientifica più recente e sul contesto reale di chi ha davanti.
Questo significa continuare a migliorare il modo in cui comprende le differenze fisiologiche tra le persone — comprese quelle specifiche di donne e uomini, dove la scienza dimostra che contano — e trasformare quella conoscenza in un allenamento più personale, più utile e più umano.
Perché l'obiettivo non è mai stato che NUA adatti le persone a un piano. È esattamente il contrario: che il piano si adatti a ogni persona.
Quello che NUA sa di te, gliel'avrai raccontato tu.
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